BreakWithVideo #1

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Collabbini abbronzati da questo mese si parte con una nuova rubrica, BreakWithVideo, che tratterà di cinema, documentari, serie tv, festival e  con chi di questa “settima arte” ci campa !

Vorrei iniziare questa serie di appuntamenti parlandovi del regista/attore Francesco Roder e del suo cortometraggio, SNOWFLAKE, presentato nell’ultima edizione di ShortTS e vincitore nella sezione LGBT in vari festival cinematografici negli U.S.A e non come l’International Indipendent Film Awards, Cinema Diverse, Best Shorts Competition e Accolade Competition. Roder ItaloMexicano residente a Sacile in Friuli classe 1983,  è cresciuto a suon di horror e serie tv anni 90, ha un approccio molto indie e internazionale sia nello sviluppo che nella produzione dei suoi progetti. Il corto in questione, una produzione Italia/Usa con una fotografia e una colonna sonora superba e delicata, ci racconta la storia d’amore tra due donne di cui una sul proprio letto di morte che consegna alla compagna il proprio diario contente la loro storia.. Un mix di flashback e intrecci veramente interessanti pensando ad un corto della durata di 15 minuti che racchiude anche i sogni poi avverati del regista stesso. Lasciamo parlare un pò Roder nell’intervista fatta apposta per voi:

°Chi sei e come è iniziata la tua passione per il mondo del cinema?

Ciao! sono Francesco e mi sono laureato in storia del cinema al DAMS di Gorizia e poi ho continuato gli studi a Roma. La passione per il cinema l’ho sempre avuta perché un po tutti i miei famigliari c’è l’avevano. Ho un sacco di ricordi legati alla mia infanzia, come “Labirinth”, “Ritorno al futuro”, “Guerre stellari” e un sacco di film della Disney, ma credo sia stata la serie Tv “Nightmare” ad avermi fatto intuire che quella per il cinema non era una semplice passione. Non a caso la mia tesi l’ho scritta proprio su Freddy Krueger !

“Come vivi il tuo lavoro stando a Sacile? Ti devi spostare spesso immagino.”

Dovrei farlo molto di più di quanto non lo faccia in realtà ! Il primo film a cui ho lavorato, “Come Dio comanda” di Salvatores, in realtà è stato proprio qui in Friuli. Molte cose le ho girate qui, sia come attore che come regista. Ma ho fatto anche lavori all’estero, “Snowflake” l’ho girato a New York e adesso sono in Messico per lavorare all’opera prima di una mia amica.

°Come è nato SNOWFLAKE?

L’idea mi è venuta credo guardando “Big Fish”. Penso sia partito tutto da li, quasi per caso, anche perché le due storie sono molto diverse. Mi ci è voluto molto per mettermi a scrivere il copione, l’idea c’era ma c’ho messo diversi anni per buttarla giù per iscritto. Nel frattempo al Festival di Venezia avevo conosciuto un attrice di cui ero molto fan quando ero piccolo, Ele Keats che stava presentando il nuovo film di Soderbergh. Da vero nerd mi sono fatto fare l’autografo e le ho detto che prima e poi l’avrei diretta. Quando le ho inviato il copione del corto anni dopo, ha detto di si subito.

°Come lo hai finanziato?

Un mio rimpianto è di non aver fatto una scuola di cinema decente, così con “Snowflake” ho deciso di investire i soldi che non ho messo in una retta scolastica e di produrmi direttamente la mia tesi finale. All’inizio ero totalmente al buio, senza idea da dove partire. in quel periodo però stavo partecipando ad un corso di sviluppo personale e di crescita e ho realizzato, da un giorno all’alto, che potevo farcela benissimo anche da solo. Avevo un lavoro fisso, quindi non ho fatto altro che iniziare a risparmiare. Non è stato semplice perché per quattro anni ogni mio guadagno finiva nella produzione del corto, ma non mi pento. Certo ora potrei avere una macchina nuova, ne avrei molto bisogno, ma sono contento così.

°Per quanto riguarda la creazione del set, la troupe e gli attori?

Quando Ele Keats ha detto si, mi sono detto che dovevo fare di tutto per fare il prodotto migliore che potessi. Per l’altra protagonista volevo Tracy Middendorf, un attrice che guarda caso era nel cast di “Nightmare”, non che di alcune puntate di “Beverly Hills 90210″. Insomma una vera icona della mia infanzia che ha anche accettato. Avevo nel cast del mio corto due attrici che amavo da quando avevo 12 ann. La troupe ce la siamo divisa io e la produttrice, Annemijn di New York, che si è occupata anche di tutta la produzione esecutiva quindi dei permessi, contratti ecc…Io mi sono portato dall’Italia la costumista, Frieda Basso anche lei friulana e tramite un amica ho trovato un meraviglioso direttore della fotografia Lyn Moncrief, che era in zona per fare delle riprese di backstage del secondo “Spiderman”.

°Come è stata l’esperienza di presentarlo ai festival di mezzo mondo e a ShorTS?

All’inizio ero in preda al panico non lo prendeva nessun festival, ho dubitato per un paio di mesi di non aver fatto un buon lavoro ma poi al Hollyshorts Film, uno dei festival più importanti di Los Angeles l’ha selezionato! Non ho resistito ed ho utilizzato i soldi della mia liquidazione per andare a presentarlo li ed è stato molto emozionante. Ma il festival migliore, per ora, è stato Cinema Diverse: ho passato un weekend spesato a Palm Springs assieme a Ele Keats ed è stato incredibile ci siamo divertiti! Per quanto riguarda ShorTS, speravo molto che venisse preso ma essendo un corto italiano ma girato in inglese all’estero avevo paura venisse snobbato, come mi è già successo. Ricevere la mail di notifica, confesso, è stata una delle sorprese più bella finora.

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