BreakWithVideo #9_FLORENCE

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Sono un’interpretazione da Oscar di Meryl Streep, l’intramontabile eleganza di Hugh Grant, il tocco retrò della regia di Stephen Frears (The Queen, Philomena) e l’incalzante sceneggiatura di Nicholas Martin a rendere Florence una pellicola unica nel suo genere.

L’attrice, che ha appena ricevuto il Golden Globe alla carriera, abbandona i panni di protagoniste forti e determinate come quelli di Margaret Thatcher (The Iron Lady) o di Miranda Priestly (Il diavolo veste Prada) per vestire quelli di una facoltosa donna della Grande Mela degli anni Quaranta, che ricorda per stravaganza ed eccentricità il ruolo in Julie and Julia. Lo spettatore si affeziona fin da subito a Madame Florence Foster Jerkins e alla sua assurda pretesa di poter cantare davanti a grandi platee in prestigiosi teatri pur essendo maledettamente stonata. Il suo genuino amore per la musica riesce a convincere il marito, St. Clare Bayfield, di vent’anni più giovane di lei, ad organizzare concerti e a fare di tutto per tenerla lontana dalle critiche e dalle risate di spettatori e giornalisti. Florence finisce per vivere di semplici illusioni nel suo mondo ovattato fatto di devozione e innocenti bugie.

Una descrizione dei personaggi e un’ironia di fondo che assomiglia molto al pluripremiato Il discorso del re. In entrambi il tema del superamento dei propri limiti viene affrontato nella dimensione dell’amore all’interno di una coppia e con l’aiuto di una terza persona: nel film del 2010 era il logopedista interpretato da Geoffrey Rush, in Florence è il pianista Cosmè McMoon.

 

Ecco il trailer.

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