FREDERIC FONTENOY

Frederic Fontenoy

Un’altra interessante trasferta per Collaab: questa volta nella meravigliosa e vivace Lubiana, diretti alla Galerija Fotografija. Qui abbiamo preso parte all’inaugurazione della mostra “Inside” di Frédéric Fontenoy, fotografo conosciuto a livello internazionale il cui lavoro ci ha decisamente folgorati per originalità e virtuosismo tecnico. L’artista opera a Parigi, dove vive, e dal 1987 ad oggi ha esposto in giro per tutto il mondo. I suoi primi lavori comprendono spaccati di spazi naturali e urbani insieme a serie dedicate alla corporeità umana, declinata in modo attento e del tutto originale, spesso crudo e delicato insieme.
Nella seconda parte della sua carriera, invece, il fotografo ha sviluppato il lavoro “chambre noire”, diventando uno tra i maggiori esponenti contemporanei nell’ambito dell’arte erotica. Frédérec Fontenoy parla della sua chambre noire come un “luogo di libertà”, descrivendola come un “posto chiuso il cui unico vero limite è l’immaginazione”, e all’interno del quale, come lui stesso afferma, “si può giocare con la propria identità”. In questo spazio di grande possibilità, a partire dal 2006, l’artista si è divertito nel creare brevi racconti, frutto di una spiccata fantasia il cui fulcro narrativo verte sul tema del desiderio e del corpo, esposto e reso motivo di fantasticherie e feticismi. La visione di Fontenoy è ironica, come pure la sua presenza nelle immagini stesse: in una di queste si ritrae morente al suolo, vittima di una delle sue modelle in procinto di ucciderlo. In mano l’artista stringe la sua macchina fotografica 4×5, omaggiando così, simbolicamente, una forma d’arte che sta per scomparire.
Alla galleria Frédéric Fontenoy si presenta come una persona elegante e genuina, ‘alla mano’, e noi di Collaab abbiamo approfittato della sua disponibilità per fargli qualche domanda.

 

Ciao Frédéric. Come ti abbiamo già accennato, conosciamo bene i tuoi lavori perché siamo tuoi ammiratori. Ci piacerebbe sapere qualcosa in più rispetto all’artista, all’uomo che c’è dietro alle opere…
Io posso raccontarvi di quello che faccio, non dell’uomo (ride). Ma posso dirvi tanto del mio lavoro!

Certo, ci piacerebbe sapere com’è iniziato questo lavoro e come si è sviluppato…
C’erano delle lacune nella storia della mia famiglia, perché nessuno mi ha mai parlato di mio nonno. Così, una decina d’anni fa, ho seriamente iniziato a cercare dettagli riguardanti la sua storia. Sono riuscito a scoprire molte cose interessanti sia per quanto riguarda lui che per quanto riguarda mia nonna, come ad esempio della sua storia con Hans Bellmer. Mi sarebbe piaciuto girare un film sulle cose che mi sono state tenute nascoste, ma la mia famiglia me l’ha proibito, dicendo che non voleva che la storia uscisse dalle mura di casa. E così ho pensato “ok, farò il mio lavoro…ed io sono un fotografo”. Così sono riuscito a parlarne a modo mio, attraverso questa serie che per me è il risultato fantastico di riferimenti a storie di altri artisti, al mondo dell’arte, a contenuti personali e parole chiave della mia famiglia.

Hai già realizzato un gran numero di immagini all’interno del progetto chambre noire: pensi di avere ancora altre cose da mostrare a riguardo oppure hai intenzione di cambiare e fare qualcosa di diverso?
Direi che questo lavoro non è ancora concluso per me: lo sto facendo vedere all’interno delle gallerie da un paio anni, ma ho intenzione di continuare perché ho altre idee da sviluppare e ho sempre più modelle che vogliono posare per me…sono un uomo fortunato! Inoltre ho molte pellicole: all’inizio lavoravo usando quelle della Polaroid, che poi sono uscite di produzione, ma ora sono riuscito a trovarne di altre e quindi ho un sacco di materiale con cui lavorare.
Per me è interessante insistere su questa serie e realizzare tutto quello che posso: non voglio tornare a fare cose più semplici come tre anni fa, non mi interessa più ritornare a fare le stesse cose. Desidero sperimentare cose nuove e visto che ho questa possibilità, per me questo lavoro non è ancora finito.

Quindi puoi trovare ancora nuovi modi per approfondire questo progetto?
Sì, certo: posso parlare delle cose  e degli artisti di cui ancora non ho parlato.

E rispetto al set in cui ambienti i tuoi scatti? Si tratta sempre dello stesso appartamento?
Uso sempre la stessa stanza, che fa parte del mio appartamento, a Parigi. I mobili e gli accessori che uso sono tutti miei, ed entrano ed escono continuamente dalla camera a seconda delle necessità. Però, al di là di questo lavoro, si tratta di una stanza che uso abitualmente, per la quotidianità e le cene con gli amici.

Come l’hai scelto?
L’ho creato: ho trovato la carta da parati e scelto i mobili. Posso comperare mobili diversi e trovare altri oggetti per scattare nuove foto. Spero di trovarne di interessanti anche qui a Lubiana!

Sarebbe bello! Un’ultima curiosità riguardo al formato delle tue foto: come mai preferisci svilupparle in senso verticale piuttosto che in orizzontale?
Penso che in questo modo ci sia più dinamicità, e poi la stanza che uso è abbastanza piccola. Preferisco questo formato anche perché lo trovo più adattabile; posso trasformarlo quando realizzo i dittici, grazie all’accostamento di due foto verticali: in questo modo ottengo un formato orizzontale in modo diverso. Anche all’interno di un dittico o di un trittico penso che ci debba essere un senso di ’tempo’ in modo dinamico, e non lo stesso ‘tempo’.
Ho scelto di usare la bicamera per lo stesso motivo: posso modificare un sacco di cose, sia rispetto alle ombre che al movimento. Il mio modo di lavorare è molto lento e questo aspetto mi piace: ci metto due o tre ore per ottenere uno scatto che mi soddisfi. Per questo motivo non faccio molti scatti, ma mi concentro di più sul processo per realizzare una buona foto.

Un lavoro davvero molto lungo…
Sì… Prima di scattare disegno gli schizzi del set e dell’idea che voglio realizzare, e alle volte scatto anche delle foto in modo digitale in modo da vedere se le luci, le ombre e l’ambientazione mi convincono. Infine scatto con la mia 4×5.

Hai in progetto qualche mostra in Italia, prossimamente?
No, non ho progetti a riguardo…

Potremmo trovare noi, in futuro, una galleria nella quale farti esporre, magari nella nostra città, Trieste…
Certo, sarebbe divertente!
Un ringraziamento alla direttrice della galleria Barbara Čeferin per la sua disponibilità e gentilezza!

Frederic Fontenoy

 

Per visitare la mostra:

INSIDE 10/12/2013 to 17/01/2014

OPENING HOURS 
Tue – Fri: 12 – 19 
Sat: 10 – 14  by appointment

GALERIJA FOTOGRAFIJA D.O.O.

Mestni trg 11/I
1000 Ljubljana
Slovenia

phone: +386 (1) 25 11 529
e-mail: info@galerijafotografija.si

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