INTERVISTA A “SNEM”

4-1050x623

È venerdì e qui sul pianeta Collaab è tempo per una nuova intervista!
Il nostro protagonista di oggi è il writer SNEM. Questo enigmatico personaggio ha cominciato a dilettarsi nell’arte dei graffiti intorno al 2003 e da quel momento in poi si è ritrovato sempre a scrivere o dipingere a cielo aperto…ma basta chiacchiere, ecco quello che ci ha raccontato!

Per cominciare …Come mai hai scelto il nome “SNEM” ?
“Negli anni in cui facevo graffiti, cambiavo spesso tag, per lo più in base all’accostamento fra le lettere. Snel in olandese significa “veloce”, poi ho sostituito la “L” con la “M” per una questione estetica. Anni dopo iniziai ad interessarmi ai sogni e all’onironautica ed esattamente in quel periodo, per curiosità, cercai il significato del nome SNEM, scoprendo che in ceco si traduce letteralmente in “sogno”. Fui così sorpreso che da quel momento decisi che il nome sarebbe rimasto quello per tutto il mio percorso.”

Come e perché hai deciso di diventare uno street artist?
“Sinceramente non amo definirmi street artist, “street art” non è che un termine che etichetta un fenomeno culturale urbano; comunque la scelta di operare per le strade è avvenuta intorno al 2003, nel periodo in cui ho iniziato a fare graffiti, da quel momento in poi, in un modo o nell’altro, mi sono sempre ritrovato a scrivere o a dipingere a cielo aperto e continuo a farlo, perché è decisamente il modo migliore per mostrare ciò che faccio e portare avanti il mio lavoro.”

Qual è il messaggio che desideri passare attraverso le tue opere?
“Il lavoro che porto avanti ha a che fare con quello che non conosciamo, ma ri-conosciamo come reale. Elementi organici inventati, ispirati all’anatomia umana e animale, forme sconosciute che ci riportano a qualcosa di familiare, qualcosa di intimo. Una costante relazione con la realtà, che varca quella soglia che ci permette di raggiungere i livelli più alti della semiosi. ”

Secondo la tua esperienza, qual è il rapporto tra street art e legalità?
“Negli ultimi anni in Italia sono aumentati esponenzialmente i processi per imbrattamenti e danneggiamenti. A Milano, nel settembre 2013, hanno condannato due writer a 6 mesi e 20 giorni, più 400 ore di lavori socialmente utili e non si era mai arrivati ad una condanna del genere in nessun’altra nazione. Questo è quello che accade in Italia, ma nel resto del mondo non è così diverso, perché la maggior parte delle persone non è culturalmente pronta per affrontare questo fenomeno e i risultati sono questi.”

Street art in Italia : com’era, com’è, come sarà?
“La street art in Italia ha raggiunto popolarità a livello europeo dai primi anni 2000. Come spesso accade, inizialmente erano in pochi a portare avanti questa forma d’arte, ed emersero tre scuole riconducibili a Roma con Sten & Lex, a Milano con Bros, Ozmo, Pao, TvBoy, Ivan e a Bologna con Blu ed Ericailcane. Tutto quello che è stato fatto in Italia e nel resto del mondo, riconosciuto come street art, è strettamente connesso alla pop art e al graffitismo, collocandosi però in un nuovo scenario, diretto da chi usufruisce della strada trasformandola in un trampolino di lancio e mezzo di comunicazione. In questo momento la street art sta vivendo un ottimo periodo in Italia, ma a mio parere sta diventando saturo e con il passare del tempo trabocca sempre più di mediocrità. Come sarà non posso dirlo, ma ci tengo a dire invece, che è necessario fare qualcosa di nuovo, qualcosa per cui non esistono precedenti misure di giudizio e credo che chiunque abbia a che fare con l’Arte, ha il dovere di fare questo.”

A che cosa ti ispiri per i tuoi lavori?
“Sono attratto da tutto ciò che è celato, mi affascinano le forme e gli elementi di cui sono composti i corpi, “l’anatomia” delle strutture e tutto ciò che è bello in base al suo funzionamento. Sono stato da poco in Belgio e nei giorni in cui ero a Bruxelles, ho visto il cielo di Magritte e la luce durante la giornata era straordinaria, soprattutto verso le 22:00, quando il sole era basso e le ombre degli edifici si proiettavano sulle facciate di quelli a fianco. In quei giorni ho maturato una figurazione mentale che stavo elaborando da diversi anni e grazie a Bruxelles mi sono sbloccato per iniziare un nuovo lavoro, perchè l’ispirazione nasce da quello che vivo e dal modo in cui percepisco ciò che il quotidiano mi offre.”

Dicci la verità, ti lavi le mani quando esci dal bagno?
“Il bagno è tra i miei ambienti preferiti e non mi dispiace passarci del tempo, quindi si, mi lavo con piacere le mani prima di uscire.”

Navigando sul tuo sito ci ha colpito molto la serie “200 barattoli” a tema EXPO2015, ci puoi raccontare qualcosa in merito?
“La serie di 200 barattoli fa parte di un progetto che ho iniziato quest’anno, dal titolo “Il quotidiano genocidio alimentare”; comprende varie tipologie di lavori che indagano sull’essere umano, divoratore feroce di ciò che lo attornia e spettatore onnivoro che indifferentemente consuma ogni tipo di pietanza. Il punto di riferimento è il cibo e inequivocabilmente il cibarsi. Ho quindi realizzato 200 barattoli di “mangime per esseri umani”, dedicato a tutte quelle persone che si accontentano, gli onnivori di immagini e i superficiali. I primi di maggio sono andato personalmente a posizionare i barattoli nel reparto animali dei supermercati di Milano, il tutto documentato con delle riprese video che per i primi di settembre saranno online. Con questo lavoro analizzo il mondo dell’arte, delle emozioni e della sensibilità che hanno le persone. Credo infatti che sia essenziale imparare a riconoscere il bello, sviluppare la sensibilità e procurarsi le chiavi di lettura per comprendere ciò che ci circonda, altrimenti si è come bestie, animali che non decidono cosa gli piace ma aspettano che “il pappone” gli venga messo nella ciotola.”

Domanda in perfetto stile Collaab, che facciamo a tutti gli intervistati :
Che cartoni guardavi da piccolo?
“Da piccolo guardavo molta televisione e ovviamente tanti cartoni animati. Quelli che mi sono rimasti impressi sono decisamente: Lupin III, Ranma ½, Che fine ha fatto Carmen Sandiego, I Cavalieri dello zodiaco, Tartarughe Ninja e Dragon Ball.”

E per finire… Se tu potessi scegliere un muro/location qualunque e potessi disegnarci o scriverci sopra qualsiasi cosa, cosa faresti?
“Fortunatamente è quello che sono sempre riuscito a fare, la risposta a questa domanda è nel mio lavoro.”

 

 

Il sito dell’artista : SNEM

 

Share Button

Lascia una risposta