MOTEL FASHION #15: SOFIA NOGARD

Sofia Nogard

Li abbiamo già incontrati a Ljubljana poco tempo fa e li abbiamo visti sfilare in occasione della Slovenja FW/2014. Venerdì scorso erano a Trieste ospiti dello showroom/galleria Combinè per presentare alcuni capi della loro nuova collezione uomo/donna Habitat  F/W 014_015. Non ce li siamo fatti scappare e nella splendida cornice di Cittavecchia, a Trieste in piazza Barbacan, dove un nutrito gruppo di fashion friends ha visto sfilare i loro abiti, abbiamo colto l’occasione per fare alcune domande a Mija Curk e Bostjan Mljac, designers del brand Sofia Nogard.

A partire dal brand Sofia Nogard, ci si aspetterebbe di vedere una designer e invece siete in due, come mai questo nome?
Inizialmente eravamo in tre e dovevamo scegliere un nome. Prima era “Nogard” perché eravamo tutti del 76, che è l’anno del drago, in inglese “dragon” e letto al contrario è Nogard. Però ci sembrava troppo vago e abbiamo voluto ingentilirlo dandogli l’immagine di una donna, Sofia. E’ divertente che alla FW di Ljubljana pensavano fosse un brand italiano…

Come fate ad accordarvi sullo stile e quali sono le problematiche che si affrontano essendo in due?
Ognuno ha una propria passione e un modo di vedere le cose molto diverso. E’ presente il carattere di entrambi.

Fondere il punto di vista maschile e femminile crea una miscela interessante…
Mija: Certamente, io ho cominciato con la pelle e lui con i tessuti leggeri. C’è un interazione tra i vari materiali.

Quali tessuti preferite? Avete un occhio di riguardo verso i tessuti ecologici e l’ambiente?
Si, certamente. Utilizziamo tessuti naturali con un mix di tecnologia perché la moda è sempre in movimento ed evoluzione. Queste nuove tecnologie sono molto costose, bisogna  vedere dove portare questi capi, calcolare i prezzi e cosa vuole la clientela. È un pacchetto, ci proviamo.

Alla FW di Lubiana, abbiamo notato una diversa creatività tra le proposte delle scuole ed i brand affermati: l’essere un marchio comporta un limite?
Si certo, ma poi anche tu quando sei già inserito puoi cercare nuovi tipi di creatività ma se non hai la tecnologia, laser o simili, cerchi le cose che hanno fatto nel passato, con le mani. Il limite è sempre legato al budget. Pur volendo fare delle cose stravaganti senza il supporto è difficile. Un capo che ha certi prezzi di produzione è impegnativo da proporre in negozio.

Quando avete iniziato? Perché la passione per la moda?
Bostjan: io ho iniziato per caso, mi piaceva guardare le sfilate alla televisione, però non ho mai detto “voglio fare il designer”. Volevo fare l’architetto ma non ci sono riuscito. Ho iniziato quindi un po’ per caso, insomma, ho fatto l’esame di ammissione a Ljubljana e mi hanno preso, quindi ho pensato di provarci!

Mija: io l’ho saputo fin da piccola ma ho fatto gli esami per architettura e sono stata accettata,  alla fine però non era quello che volevo fare ed eccomi qua.

Parliamo della collezione “Habitat” che presenterete oggi, cosa ci dite?
Habitat vuol dire “abitare”, è come dire “casa” ed in questo caso riporta quindi al Carso, dove abitiamo. Da tre anni siamo ritornati a Sesana e quindi l’atmosfera che ci ha ispirato è quella di casa. È tutto un concetto di colori, di atmosfera e di memoria passata.

 

Linda Peccianti e Margherita Chinchio

www.sofianogard.si/
www.facebook.com/pages/SofiaNogard

Photo: Nika Furlani

Share Button

Lascia una risposta