MOTEL FASHION #25: ZEBRA KATZ, BALL CULTURE & WALTER VAN BEIRENDONCK

ZEBRA KATZ, BALL CULTURE & WALTER VAN BEIRENDONCK

Buongiorno popolo di modaioli! Pronti per la nuova uscita di Motel Fashion? Oggi vi proponiamo non solo un designer, ma anche un rappettaro, una canzone, una corrente culturale e un video…tutto fashion, OVVIO!
Tutto è iniziato a partire da un video musicale pazzesco: ”Tear The House Up”, di Zebra Katz. Si tratta di un vero e proprio gioiellino pubblicato quest’anno (da guardare assolutamente in alta risoluzione!), che soddisfa appieno occhi ed orecchie: sound, styling, scenografia e fotografia giocano insieme impeccabili in un bagno di colore che travolge.
Il protagonista è proprio Zebra Katz, rapper appartenente all’ondata di artisti ‘queer hip hop’ derivata dalla cosiddetta ‘African American Ball culture’, subcultura underground LGBT (Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender) nata negli States degli anni Novanta.
Celebrata nel film “Paris is Burning”, la Ball culture riunisce i suoi membri nelle cosiddette ‘houses’ o ‘families’, gruppi guidati da una ‘house mother’ o da un ‘house father’, sorta di vere e proprie famiglie sostitutive a quella biologica. Nate con l’intento di riunire sotto la stessa ala protettiva personalità emarginate come persone di colore, queers e senza tetto, le houses vedono la convivenza di ‘house parents’ come drag queen, butch queen, transgender e una manciata di eterosessuali.
Si tratta fondamentalmente di cricche di persone che si prendono cura le une delle altre e che amano riunirsi con l’obbiettivo di sfidarsi in contest di ballo e di stile, ossessionati dall’apparire sempre ultra-glamour e ‘fabulous’. In questo contesto, come avrete capito, l’hip hop la fa da padrona, e fa da indispensabile base al ‘voguing’, modo di ballare nato ad Harlem nella prima metà nel Novecento. Tuttavia, la ball culture è stato terreno fertile anche per la house music e per la musica elettronica dance.
Zebra Katz, nella sua ambiguità ammiccante e talvolta fastidiosa, rappresenta una vera icona fashion riconosciuta da tutti: il suo “Ima Read” è diventato il brano ufficiale della Fashion Week parigina del 2012 ed è stato remixato da Tricky, Lana Del Rey, Die Antwoord, Azealia Banks e altri, e quest’anno Vogue Uomo l’ha celebrato nel suo numero di ottobre dedicandogli un servizio fotografico da vera regina.
Ma torniamo a ”Tear The House Up”: impossibile non notare, tra tante, le mise folli firmate Walter van Beirendonck, mostro sacro della moda diventato leggenda come membro dei Sei di Anversa (The Antwerp Six ). I suoi “compagni di avventure”? Ann Demeulemeester, Dries van Noten, Dirk Van Saene, Dirk Bikkembergs e Marina Yee.
E a riguardo c’è poco da dire, si tratta di icone!

Margherita Chinchio

Come sempre: a voi i link!

http://zebrakatz.com
http://www.waltervanbeirendonck.com/index.html

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