PHOTO_ BARTHOLOT

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Si chiama Robert Bartholot ma nel mondo della fotografia è noto solo con il suo cognome. Nato nel sud della Germania nel 1971, è stato ed è tuttora anche graphic designer e illustratore. Nel corso degli anni ha sviluppato uno stile unico e riconoscibile anche a livello europeo, fatto di colori forti e scenari accattivanti, dove fashion ed elementi iconici sono una costante. Grazie alla sua versatilità ha all’attivo pubblicazioni su famose riviste internazionale e collaborazioni in spot pubblicitari.
Noi di Collaab l’abbiamo contattato per farci spiegare la sua visione artistica e non solo. Have fun!
(In fondo la versione in inglese dell’intervista).

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Collaab: Perché hai scelto l’arte della fotografia per esprimere te stesso?
Bartholot
: In realtà non ho scelto la fotografia. È stato piuttosto un processo durato quasi 3 anni. Quando ho capito che la mia carriera come graphic designer era bloccata ho incontrato per caso il fotografo spagnolo Alvaro Villarubia che mi ha chiesto di unirmi al suo team. Così mi sono spostato da Zurigo (dove vivevo allora) a Madrid e ho cominciato a lavorare nella fotografia. Come ho detto c’è voluto del tempo per usarla per me e capire che era il mezzo ideale per esprimere la mia arte.

CollabDove nascono le idee per i tuoi lavori?
Bartholot
A essere sincero: non ne ho idea. Compaiono nella mia mente, spesso quando sonnecchio o mentre cammino per strada o nei boschi. Anche se preparo prima le mie immagini sono molto aperto ad improvvisare durante lo shoot.

Collaab: Come scegli i modelli per i tuoi scatti? Sono tutti adatte alla tua fotografia?
Bartholot: S
pesso lavoro con modelli non professioniste quindi in genere le scelgo tra i miei amici o tramite conoscenze comuni. Non tutti si prestano alle mie immagini ma in realtà dipende dal tipo di fotografia. Comunque spesso nei miei scatti non si vedono i volti dei modelli perchè sono coperti con del tessuto, in quei casi cerco gente che abbia voglia di soffrire un po’ in nome dell’arte.

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Collaab: C’è qualcuno a cui ti ispiri? Non per forza del mondo della fotografia ma anche nel cinema o nella musica ad esempio.
Bartholot
Ci sono molti artisti, cose o situazioni che mi danno l’ispirazione ed è difficile nominarli tutti. Faccio alcuni esempi: amo la musica di Arvo Part e Nils Frahms, i film del regista Rainer Werner Fassbinder, i quadri del pittore rinascimentale Roger van der Weyden e l’intera storia dell’arte. Negli ultimi anni sono diventato completamente dipendente da artisti contemporanei del 3D come quelli del Zeitguised studio. Anche la moda è fonte di ispirazione per me, soprattutto quella di designers da una forte identità visuale come Gareth Pugh. Poi ci sono il teatro, la danza e la coreografia in generale. Un nome che mi viene subito in mente è quello di Robert Wilson.

Collaab: Che reazione vuoi suscitare nel tuo pubblico?
Bartholot
In primo luogo i miei lavori sono colore, struttura, estetica della materia e composizione sculturale. Non c’è un messaggio o una storia evidente che voglio comunicare allo spettatore. Siamo costantemente circondati da immagini piene di messaggi manipolativi, per questo ci sono più livelli nelle mie opere. L’immagine può essere semplicemente bella ad una prima occhiata e diventare fastidiosa o inquietante ad una seconda. Diciamo che i miei lavori si interrogano sul dualismo tra autenticità e artificialità, provando ad attrarre la gente senza essere narrativi. Oltre a questo mi piace l’idea dei prototipi.

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Collaab: Sei cresciuto nel sud della Germania. Quanto delle tue origini è presente nella tua arte?
Bartholot
Anche se non mi identifico molto nella regione in cui sono nato e cresciuto, mi ha sicuramente formato e influenzato la mia visione artistica. Il su della Germania è molto tradizionale, ha molti antichi rituali. In particolare il Carnevale è molto caratteristico con le sue terrificanti maschere di legno e i costumi colorati fatti di ogni tipo di materiale. La mia passione per il travestimento e i costumi viene sicuramente da là.

Collaab: Se tu avessi una macchina del tempo in che periodo storico vorresti andare a vivere?
Bartholot
Sfortunatamente non sarei in grado di scegliere, ci sono molti momenti interessanti nella storia dell’uomo. Comunque sono affascinato da tutte le cose vecchie e se dovessi scegliere vorrei vivere una cultura antica, di cui non conosciamo molto. 6, 10 o anche 100mila anni fa.

www.bartholot.net

 

English

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Collaab: Why have you chosen the art of photography to express yourself?
Bartholot
Actually, i didn’t choose photography. It was rather a process that took almost 3 years. When i felt stuck in my career as a graphic designer, I met Spanish photographer Àlvaro Villarrubia by coincidence and he asked me to join his team. So I moved from Zurich (where I lived by that time) to Madrid and started to work in photography. As i mentioned above, it took me 3 years to finally use photography for myself and I realised it was the perfect mean to capture my art.

Collaab: Where do your photos’ ideas come from?
Bartholot
To be honest: I have no clue. They appear in my imagination, often when I am taking a nap or when I am out for walk in the streets or in the woods. Even though I prepare my images I am still very open to improvisation during the shoot.

Collab: How do you choose models for your photos? Are they all suitable?
Bartholot
As I often work with non-professional models, I usually cast my models among my friends respectively friends of friends. Not everybody is suitable for my pictures, but this actually depends a lot on the subject of the image. However, often you don’t see the faces of the models in my pictures, because they are coverd with fabrics. In these cases I’m looking for people who are willing to suffer a little in the name of art.

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Collaab:  Who are you inspired by? Even if it is not from the photograpy world: music, movies, etc..
Bartholot
There are so many artists, things or situations that inspire me. It’s hard to name them all. Here are some examples: I love the music of Arvo Pärt and Nils Frahms, the movies by director Rainer Werner Fassbinder, Renaissance artist Roger von der Weyden, but also the entire histoty of art. Over the last years I became totally addicted to contemporary 3D artists like Zeitguised studio. Fashion also inspires me a lot, especially the designers with a strong visual identity like Gareth Pugh. Theatre, dance and choreography in general are also a great source for visual inspiration, Robert Wilson comes to my mind immediately.

Collaab: What reaction do you want to arouse to your audience?
Bartholot
In the first place my work is about colour, texture, the aesthetics of matter and a sculptural composition. There is no obvious message or story I want to tell to the viewer. We are surrounded by images filled with manipulative messages all the time. Therefore, there a more layers in my work. The image can be simply beautiful at first sight yet irritating or eerie at the second, without being specific. So let’s say my work questions the duality of athenticity and artificialty trying to intrigue people without offering a narrative. In addition, I also like the idea of prototypes.

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Collaab: You have been raised in the South of Germany, How much of your origins is present in your art?
Bartholot
: Even though i don’t identify much with the region where i was born and grew up, it definitely shaped me and influenced my artistic view. The south of Germany is very traditional with lots of ancient rituals. Especially the carnival is very special with it’s scary wooden masks and colourful costumes made of all kinds of material. My love for disguise comes definitely from

Collaab: If you had a time travel machine, what hsitorical period would you live in? Unfortunately, i wouldn’t be able to choose.
Bartholot
There are so many interesting periods in human history. However, as I am fascinated by anything old and in case I had to choose, I would go to an ancient culture that we don’t know much about, maybe 6, 10 or even 100 thousand years back in time.

 

www.bartholot.net

 

 

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