TRASH’N’CLEAN #3: GENTE SOLITARIA

Nutshell

Ciao bella gente! Siamo a quota seconda giornata della merla del 2015 e tutta questa pioggia ci fa intuire che abbiate bisogno di qualcosa per tirarvi su di morale.
A dire il vero non siamo sicuri dell’effetto che sortirà su di voi questa ennesima trashata, ma quanto meno vi daremo modo di mettere il vostro cervello in standby per qualche minuto, il che non guasta.
L’irrinunciabile oggetto del desiderio di oggi è Nutshell, sfornata da Eden Lew, studentessa di design texana iscritta alla School of Visual Arts di NY. Già, oggi a Trash’n’Clean si parla di very cool trash!
Pare che tutto sia nato da un compito assegnatole: ridisegnare la prima cosa che avrebbe gettato nell’immondizia… Ed è stato così che, mentre Eden scartava l’ennesimo panino nella pausa pranzo, le è venuta la geniale idea di creare “un sacchetto” dentro al quale pranzare serenamente, finalmente lontani da sguardi indiscreti e dallo stress. Non vi è chiaro?

“In quanto studente di design, salto spesso i pasti perché non voglio mai smettere di disegnare, e sono costantemente circondata da sollecitazioni ed attività. Nutshell è diventato il mio modo di ritrovare un po’ di pace e di tranquillità personale.

Il Lunch sack” è stato quindi messo alla luce, venendo testato come una capsula di isolamento affinché le persone possano mangiarci in santa pace chiusi all’interno. In seguito la capsula è stata adattata in modo da essere pieghevole e funzionale, indossabile come uno zainetto della vergogna. Non soddisfatta, Eden ha effettuato il passo successivo introducendo anche Headshell, una sorta di elmetto oscurante di peluche, e Nutshell Blackout, una capsula realizzata con tessuto color nero opaco, questa volta con la funzione di permetterti pure di dormirci.
Il risultato?! Una gamma di accessori ridicoli per disadattati in stadio avanzato.
Ma la nostra amica Eden non si arrende, la sua sembra essere una vera e propria crociata in favore della riappropriazione dello spazio individuale: sempre, ovunque e a tutti i costi.
Vi risparmieremo la fregnaccia del resto del progetto, che prevede (a farla breve) una piattaforma con diversi tipi di interazione, tra cui meditazione guidata e podcast registrati dagli utenti e condivisi con gli altri nutshellers, “introducendo il concetto di solitudine sociale intesa come passare il tempo con se stessi ma non in modo solitario”. Ceeerto.
Saremo cinici ma a noi sembra piuttosto un’ottima idea per essere derubati in pubblico o per essere terribilmente tristi da vedere.
Altro che pranzetto o sonnellino in serenità… Che ansia!

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